§ Precedente/Successivo
Istruzioni per i naviganti:1) Ad ogni paragrafo del rapporto corrisponde un post, dove si trova il testo originale, la traduzione italiana, l’iconografia ed un commentario che sarà redatto, sviluppato e aggiornato con il tempo.
2) Per avere un quadro d’insieme o il pdf originale si clicchi in alto a sinistra su Home o pdf. Cliccando su Index si accede direttamente all’Indice-sommario della sezione corrente. Viene progressivamente redatto un Indice Analitico per paragrafi; cliccando su “Precedente” o “Successivo” si passa da un paragrafo all’altro.
3) Per una panoramica ed un monitoraggio delle discussioni sul Rapporto e sulla sua presunta ritrattazione o ventilato ritiro si rinvia alla Recensione edita in “Civium Libertas”.
4) Quanti desiderino acquistare il volume edito da Zambon trovano nella pagina Home tutte le indicazioni necessarie.
Sommario Esecutivo
2. The President appointed Justice Richard Goldstone,
former judge of the Constitutional Court of South Africa and former Prosecutor of the International Criminal Tribunals for the former Yugoslavia and Rwanda, to head the Mission. The other three appointed members were: Professor Christine Chinkin, Professor of International Law at the London School of Economics and Political Science, who was a member of the high-level fact-finding mission to Beit Hanoun (2008); Ms. Hina Jilani, Advocate of the Supreme Court of Pakistan and former Special Representative of the Secretary-General on the situation of human rights defenders, who was a member of the International Commission of Inquiry on Darfur (2004); and Colonel Desmond Travers, a former Officer in Ireland’s Defence Forces and member of the Board of Directors of the Institute for International Criminal Investigations.
former judge of the Constitutional Court of South Africa and former Prosecutor of the International Criminal Tribunals for the former Yugoslavia and Rwanda, to head the Mission. The other three appointed members were: Professor Christine Chinkin, Professor of International Law at the London School of Economics and Political Science, who was a member of the high-level fact-finding mission to Beit Hanoun (2008); Ms. Hina Jilani, Advocate of the Supreme Court of Pakistan and former Special Representative of the Secretary-General on the situation of human rights defenders, who was a member of the International Commission of Inquiry on Darfur (2004); and Colonel Desmond Travers, a former Officer in Ireland’s Defence Forces and member of the Board of Directors of the Institute for International Criminal Investigations.• Didascalia dell’immagine contenuta nel § 2. Nell’ordine: Hina Jilani, Richard Goldstone, Christine Chinkin, Desmond Travers.
Traduzione italiana:
2. Il presidente ha nominato a capo della Missione Richard Goldstone, già giudice della Corte costituzionale del Sud Africa e già pubblico ministero del Tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia e il Rwanda. Gli altri membri designati erano: la professoressa Christine Chinkin, docente di Diritto internazionale alla London School of Economics and Political Science e già membro dell'Alta commissione d'inchiesta a Beit Hanoun nel 2008; Hina Jilani, avvocato della Corte suprema del Pakistan, già rappresentante speciale del segretario generale sulla situazione dei difensori dei diritti umani e membro della Commissione internazionale d’inchiesta in Darfur nel 2004; il colonnello Desmond Travers, ex ufficiale delle forze di difesa irlandesi e membro del consiglio di amministrazione dell'Institute for International Criminal Investigations.
1) Gli effettivi estensori del rapporto. – Riporto da Bocche Scucite il seguente brano:
NOTE, LINKS E COMMENTI
1) Gli effettivi estensori del rapporto. – Riporto da Bocche Scucite il seguente brano:
«I 3 membri che hanno redatto il rapporto su ‘Piombo Fuso’ sono: Hina Jilani, avvocato pachistano per i diritti umani; Christine Chinkin, professore di diritto internazionale alla London School of Economics; Desmond Travers, irlandese attivo nel processo di pace in Irlanda»,rinviando per il resto al link, cui si accede cliccando sul titolo del paragrafo. Se – come si capisce alla lettera – non è stato materialmente Goldstone a scrivere il rapporto che porta il suo nome, ma gli altri tre Componenti la Commissione, si spiega all’origine come l’«ebreo» e «sionista» Goldstone abbia potuto accettare le conclusioni del rapporto e come alla fine si sia potuto giungere alla “ritrattazione” di conclusioni che era non opera usa, ma il risultato di una decisione collegiale. Naturalmente, gli effettivi estensori del Rapporto non ritrattano nulla e respingono le “ritrattazioni” di Goldstone, che diventa ora un nuovo interessante capitolo della secolare storia di maneggi, inganni e ricatti del sionismo. Certamente, una vicenda che vale la pena di ricostruire nei limiti del possibile.
2) Goldstone accusato dai suoi colleghi: “La sua ritrattazione solo per pressioni politiche”. – L’articolo, in italiano, è abbastanza ampio. Vi si accusa Goldstone di mistificazione dei fatti per instillare dubbi sulla credibilità di tutta la Commissione. Del resto, nelle notizie finora lette, Goldstone parla a suo nome e non menziona per nulla il giudizio degli altri tre Commissari che non erano delle semplici comparse o degli uscieri. In un Collegio, normalmente, tutti i membri hanno eguali dignità giuridica e la funzione di un Presidente è quella di un Portavoce, quasi di un Segretario che parla a nome di tutto il Collegio e ne assume la rappresentanza all’esterno in modo che il Collegio stesso parli con una sola voce. È un comportamento poco giuridico quello di Goldstone: chiunque abbia mai fatto parte di un “collegio” sa queste cose. In realtà, come osserva John Dugard:
3) Ma quali fatti nuovi mettono in dubbio il rapporto Goldstone? – Il link rinvia ad un’ampia analisi contenuta su un blog (“Palestina libera!") di analoga piattaforma alla nostra. Esaurienti le argomentazioni per illustrare come si basino sul nulla i motivi che avrebbero fatto ricredere Goldstone sull’attendibilità del rapporto omonimo, per il quale egli si limita in fondo a dire che “sarebbe stato diverso”. Io credo in peggio, se a presiederlo non fosse stato lui, cioè un presidente che si sarebbe potuto fondatamente ricusare in quanto “sionista”. Non va dimenticato l’equiparazione fra sionismo e razzismo fatta nel 2001 da un precedente Consiglio sui diritti umani. Quella dichiarazione fu poi ritirata e la storia di quel ritiro, i suoi passaggi, i suoi attori, diventa adesso estremamente interessanti per gli atti prodromici che chiaramente tendono a ripetere quei maneggi.
È curiosa e sospetta l’attenzione morbosa della stampa, di una certa stampa, e soprattutto della propaganda israeliana, sulle presunte ritrattazioni del Presidente, totalmente sganciate dal Collegio di cui faceva parte senza essere il “capo” gerarchico, il padrone solo in grado di decidere e di assumere la titolarità de rapporto. Gli elementi addotti da Goldstone sono davvero marginali e risibili davanti a tutto lo spettro di indagine che si presentava al lavoro della Missione. La frase di Gondstone sempre riportata è la seguente:«Goldstone, contrariamente ai suoi critici, non descrive il suo articolo come una ritrattazione del rapporto Goldstone. Questo non sorprende. Goldstone è un ex giudice e sa benissimo che un Rapporto Conoscitivo redatto da quattro persone, di cui egli era soltanto una, al pari della sentenza di un tribunale, non può essere modificato dalle riflessioni successive di un singolo membro della commissione» (Fonte).
«Se avessi saputo allora ciò che so adesso, il Rapporto Goldstone sarebbe un documento diverso».Già, ma cosa sa egli adesso? Io penso che il rapporto Goldstone avrebbe potuto essere ben più pesante per Israele di quanto non sia stato, se a presierlo non vi fosse stato un “ebreo” e un “sionista”, cosa che non avrebbe dovuto mai essere. E comunque alla dichiarazione di Goldstone ben si contrappone la dichiarazione degli altri tre membri:
«Se avessimo ceduto alle pressioni che ci chiedevano di ritoccare le nostre conclusioni avremmo commesso una vera ingiustizia nei confronti delle centinaia di civili innocenti uccisi durante il conflitto di Gaza, alle migliaia di feriti, alle centinaia di migliaia di persone la cui vita è tutt’ora colpita dal conflitto e dall’embargo».Anche qui sarebbe istruttivo conoscere nei dettagli da parte di chi e di quale tenore siano state le “pressioni”, che la Commissione ha fronteggiato ed alle quali post factum Goldstone ha ceduto.
3) Ma quali fatti nuovi mettono in dubbio il rapporto Goldstone? – Il link rinvia ad un’ampia analisi contenuta su un blog (“Palestina libera!") di analoga piattaforma alla nostra. Esaurienti le argomentazioni per illustrare come si basino sul nulla i motivi che avrebbero fatto ricredere Goldstone sull’attendibilità del rapporto omonimo, per il quale egli si limita in fondo a dire che “sarebbe stato diverso”. Io credo in peggio, se a presiederlo non fosse stato lui, cioè un presidente che si sarebbe potuto fondatamente ricusare in quanto “sionista”. Non va dimenticato l’equiparazione fra sionismo e razzismo fatta nel 2001 da un precedente Consiglio sui diritti umani. Quella dichiarazione fu poi ritirata e la storia di quel ritiro, i suoi passaggi, i suoi attori, diventa adesso estremamente interessanti per gli atti prodromici che chiaramente tendono a ripetere quei maneggi.

0 commenti:
Posta un commento